Quando i docenti riprendono la parola

 Il Manifesto 6 Gennaio 2021
Docenti del Montale di Roma, del Pascal di Pomezia, del Plinio di Roma, del Farnesina di Roma

————————————————————————————————

Abbiamo bisogno di una vera politica per il ritorno in sicurezza a scuola

Docenti del liceo “Montale” di Roma

Noi docenti del liceo “Montale” di Roma sottoscriviamo il contenuto della lettera aperta delle colleghe e dei colleghi del Liceo Tasso pubblicata su Il Manifesto e di analoghe riflessioni provenienti da altri istituti qui pubblicati.

Come tutti loro, esprimiamo una forte preoccupazione rispetto alle modalità ed ai tempi di “riapertura” delle scuole superiori il 7 Gennaio. Dopo un notevole sforzo per predisporre le lezioni in presenza a Settembre, si sono susseguite settimane di quarantene e di didattica a distanza, prima parziale, poi totale ed oggi nuovamente parziale, in un imbarazzante stillicidio di percentuali tra presenze e assenze.

Questo ha prodotto e continua a produrre disagi a tutto il personale (dirigenziale, docente e Ata, precari e non, ‘fragili’ e non), agli studenti (ognuno/ognuna con esigenze educative personali) e alle famiglie, tutte.

Le criticità dipendono ovviamente dall’andamento della situazione epidemiologica, ma non solo, essendo i dati del contagio peggiori oggi rispetto a Settembre e a un mese fa. Oltre a discutere su distanze, colori, dispositivi, banchi, poco si è fatto in direzione di quanto denunciamo: i mancati investimenti da parte dello Stato sul potenziamento dei mezzi pubblici, sul completo sistema dei tracciamenti nelle scuole, su una adeguata campagna tamponi, oltre alle ataviche carenze relative all’assunzione di personale e alla ricerca di spazi, per una reale riduzione degli alunni per classe, questioni che sono rimaste irrisolte.

Far tornare le alunne e gli alunni in classe rappresenta per noi un obiettivo fondamentale, ma non è possibile realizzarlo concretamente alle condizioni che ci sono state (im)poste. Non è stato coinvolto attivamente chi nella scuola vive e lavora, non risolve alla radice i problemi emersi e porterà verosimilmente, nell’arco di breve tempo, a ritornare completamente a distanza.

Noi docenti non ci siamo mai sottratti alle nostre responsabilità ed è dall’inizio della pandemia che abbiamo fatto il possibile per garantire, in un contesto molto difficile, il diritto allo studio e una didattica di qualità. A tali condizioni questo non è più possibile. E’ necessaria una politica voluta, studiata e agita per una scuola in sicurezza!

  • Picciolo
  • Cori
  • Carro
  • Castagneris
  • Cola
  • Pagliai
  • Turconi
  • Sacchetti
  • R. Mauriello
  • Garcea
  • Abbatelli
  • Marceca
  • Bettelheim
  • Baiera
  • Panni
  • De Toma
  • Ingegneri
  • Pietropoli
  • Plos
  • Pasquini
  • Martorelli
  • Giannini
  • Carrocci
  • Molino
  • Marzi
  • Del Greppo
  • Tavernese
  • Marcelli
  • Campanile
  • Vallecoccia
  • Micheli
  • Tedeschini

———————————————————–

Contro un rientro a scuola poco efficace e male organizzato

Docenti dell’I.I.S. Blaise Pascal di Pomezia

All’improvviso, parte della classe politica e della società ricorda che la Scuola è importante, anzi essenziale per la vita di un Paese e che essa va assolutamente riaperta in presenza. A tutti i costi. Anche a costo di mettere a repentaglio la nostra salute e quella dei nostri studenti, per poi, probabilmente, chiudere di nuovo dopo dieci giorni. Ebbene, noi docenti dell’I.I.S. Blaise Pascal di Pomezia vogliamo certamente tornare a scuola in presenza, ma in un contesto sicuro e che garantisca stabilità e continuità nel tempo.

Poiché l’intenzione non è quella di fare pura polemica, ci concentreremo su ciò che si può fare ora, in tempi stretti, invece che dire tutto ciò che andava fatto per tempo e glisseremo, dunque, sul fatto che si doveva intervenire prima (già la scorsa estate!) sul sistema dei trasporti e sullo scaglionamento delle altre attività lavorative o sul fatto che si dovevano assumere più docenti e individuare altri spazi per la scuola.

In corrispondenza della chiusura per le festività natalizie, è arrivata la notizia che il 7 gennaio si sarebbe tornati in presenza, almeno per il 75% della popolazione scolastica, poi ridotta al 50% almeno nella settimana da 7 al 15 gennaio dal Ministero della Salute. Sono state promesse soluzioni flessibili, da valutare territorio per territorio ed il Governo ha affidato alle Prefetture il ruolo di coordinare i lavori dei tavoli locali. Ai tavoli prefettizi, tuttavia, non sono stati sempre invitati coloro che nella Scuola lavorano tutti i giorni e che la gestiscono anche nelle attuali condizioni di emergenza.

Dal Prefetto della provincia di Roma sono arrivate disposizioni che sono vigenti per l’intera area della Città Metropolitana e che non tengono conto di quanto sia disomogenea la situazione all’interno di essa: le scuole, i numeri, i trasporti e le relative problematiche delle cittadine della provincia non sono sicuramente gli stessi della Capitale, ma nonostante questo difetto di fondo, spetta ai DS darsi da fare e a nulla sono serviti né il comunicato dell’Associazione Nazionale Presidi, che ha messo in evidenza le criticità insormontabili che l’ordinanza prefettizia comporta sull’organizzazione scolastica, né i dati specifici raccolti per chiedere deroghe dai singoli dirigenti scolastici.

Vengono dunque imposti:

scaglionamento con due fasce orarie di entrata (le 8 e le 10) e – conseguentemente – di uscita;

lezioni fino al sabato;

scuole aperte, dunque, 6 giorni a settimana, con classi che frequentano però 5 giorni.

Tutto ciò, per risolvere problematiche esterne alla Scuola, perché relative ai trasporti. E la Scuola, oggi tanto conclamata come organo Costituzionale essenziale per la vita del Paese, in realtà è ancora una volta ridotta ad essere la ‘Cenerentola’ costretta a pulire la polvere che altri, per anni, hanno nascosto sotto un tappeto. Le conseguenze di queste decisioni sono evidenti in più ambiti.

In quanto all’orario delle lezioni, complessivamente, si segnalano queste problematiche:

adattarlo nel modo richiesto è un lavoro improbo, che deve essere fatto da capo poiché non si può sfruttare quanto già fatto più volte nel corso di quest’anno scolastico;

probabilmente, esso varierà ancora, con il variare della situazione epidemiologica. Si tratta di una situazione che rende precaria, poiché impossibile da progettare a lungo termine, oltre le due settimane, sia la didattica delle singole discipline che la maturazione di un metodo di studio pianificato da parte degli studenti.

In quanto agli studenti, soprattutto per coloro che inizieranno le lezioni alle 10, che usciranno da scuola nel migliore dei casi tra le 15 e le 16, si verificheranno le seguenti condizioni:

ritorneranno a casa a pomeriggio inoltrato, con conseguente sconvolgimento dell’organizzazione familiare, in particolare per i genitori lavoratori degli studenti pendolari;

dovranno consumare un pasto poco sano, probabilmente ridotto ad un panino mangiato al proprio banco (vista l’assenza di mense o altri locali idonei);

saranno privati di un tempo studio degno di questo nome, lungo quanto occorre, organizzato secondo i propri bisogni e le proprie attitudini ed efficace ai fini dell’acquisizione delle competenze

saranno privati di un tempo libero nel pomeriggio, da organizzare autonomamente e opportunamente in relazione al tempo studio;

saranno privati dell’opportunità di seguire quelle attività pomeridiane, organizzate dalle scuole in questa fase anche a distanza, che sono parte integrante dell’offerta formativa e sono necessarie al recupero e al potenziamento delle competenze;

In quanto al personale:

ATA e docenti vedranno sconvolto il proprio orario di lavoro, con conseguenze che si fanno particolarmente gravi per i lavoratori pendolari a causa del rientro a casa spostato molto in là nel corso della giornata;

i docenti si troverebbero a:

essere costretti ad un orario spalmato su 8 ore o più, con ore di inattività dovute alle difficoltà nel compattamento dell’orario;

in gran parte dei casi, non avere spazi sicuri nell’edificio scolastico ove stazionare, in tali ore “di buco”, per dedicarsi alle attività imprescindibili connesse alla funzione docente (studio, progettazione delle lezioni, correzione degli elaborati);

le attività collegiali, (e – a volte – anche quelle scuola-famiglia) verrebbero effettuate in tarda serata e/o su più giorni.

Per questi motivi riteniamo che le condizioni imposte al mondo della Scuola per garantire il diritto allo studio di studenti e studentesse, in realtà vadano a lederlo in alcuni degli aspetti fondamentali e vadano inoltre a ledere i diritti di docenti e collaboratori, in quanto lavoratori, e il benessere di tutte le parti in causa, incluse le famiglie; sottolineiamo, inoltre, che tutto questo accade per ragioni puramente legate alla reiterata disorganizzazione altrui.

Riteniamo, dunque, che rispetto ad un rientro in presenza poco efficace a livello didattico e male organizzato poiché riflesso, e “ultimo anello della catena”, di ciò che accade FUORI dalle scuole, la soluzione sia DARE PRIORITÀ ALLE ESIGENZE DELLA SCUOLA, salvaguardando l’autonomia scolastica nell’organizzazione e attuazione delle direttive ministeriali, facendo ora ciò che si sarebbe dovuto fare a settembre:

potenziamento del sistema dei trasporti, ma adattando essi al funzionamento della scuola, e non viceversa;

campagna di tamponi da fare a tutto il mondo della scuola, studenti, docenti e personale ATA, PRIMA del rientro in presenza e periodicamente;

presenza di presidi sanitari in ogni scuola;

dopo la ripartenza, tracciamento prioritario dedicato al mondo scuola tramite potenziamento dei percorsi dedicati per l’accesso al tampone;

priorità al personale della scuola nella campagna di vaccinazione su base volontaria, così come si è deciso giustamente di fare per altre categorie che lavorano in altri ambiti ritenuti “strategici”: se la scuola è essenziale e strategica per il futuro della nostra nazione come si dice in questi giorni, lo si dimostri anche in questo.

Alaia Antonia Angela

Alciati Vanessa

Andolfi Angela

Barbati Maria Rosaria

Bisconti Rosaria

Borraccetti Valentina

Briguglio Miuccio Tiziana

Bagordo Giovanni Maria

Cacioppo Antonella

Calarco Maria

Capuano Amelia

Carroccio Andrea

Carsetti Laura

Caserio Lucia

Castaldo Antonietta

Ceccarelli Claudia

Cervoni Beatrice

Ciammaruconi Patrizia

Ciccolini Massimo

Clémence Moreau

Clementelli Francesca Romana

Colangelo Donata Maria

Corrado Pisanu

De Cillis Ada

De Rosa Anna Lia

De Rosa Francesca

De Salvo Angela

Di Bona Immacolata

Di Fazio Antonella

Di Lisa Antonio

Di Tella Luana Alfonsina

Eramo Fabio

Falcinelli Maria Grazia

Fanfarillo Daniela

Filosa Alba

Edoardo Ferrini

Fiorese Giuliano

Franceschini Maria Letizia

Gabbarrini Nadia

Gabriele D’Angeli

Galzerano Manuel

Garofalo Maurizio

Garzillo Valentina

Giuseppe Savastano

Imbò Maria

Isopo Alessandro

Lombardi Stefano

Luzi Cristiana

Mambelli Lorella

Manco Marco

Manzi Maria

Annarita Morelli

Mazizene Nacera

Mecca Salvatore

Mele Miriam

Mondelli Rosa Angela

Nacinelli Barbara

Napoli Lucrezia

Nigro Marcella

Panaro Maria

Parravicini Antonella

Peduto Anne Marie

Penge Sandra

Perillo Concetta

Ponente Pier Paolo

Ponziano Adriana

Porciello Fidia Adriano

Proietti GiorgiQuercia Emanuela

Randazzo Paolo

Renzi Lorella

Ricci Marco

Rossi Sabrina

Rustemi Vetiola

Sabbatino Maria Teresa

Sartorato Patrizia

Scacciafratte Antonella

Scarafile Simona

Scartozi Margherita

Scolieri Elisabetta

Severi Patrizia

Sgandurra Mariafrancesca

Sonia Feliziani

Spagnolo Antonio

Spreafico Roberta

Talone Massimo Joao

Tessitore Cecilia

Venditti Antonella

Vozza Alessandra

Zadra Barbara

Zanoni Luca

 

————————————————

Sulla scuola è in corso un maldestro tiro alla fune

Docenti del Liceo Scientifico e Musicale Farnesina di Roma

Noi docenti del Liceo Scientifico e Musicale Farnesina di Roma condividiamo pienamente le perplessità espresse e le argomentazioni formulate in primis dai colleghi del Liceo Tasso in una mozione pubblica pubblicata su Il manifesto il 28 dicembre 2020 e poi da molti altri licei.

Precisiamo che i problemi organizzativi creati dal piano del Governo sono legati alla necessità di una didattica che garantisca una continuità anche operativa, senza la quale si crea un grande danno per l’apprendimento. Noi docenti siamo i primi a voler tornare a scuola, ma appunto in modo più proficuo e continuativo possibile. La decisione di oggi che si riduce a procrastinare di poco l’apertura della scuola pone ulteriori interrogativi e conferma che le scelte che si stanno prendendo sembrano un maldestro tiro alla fune tra le varie forze politiche ed esulano completamente dalle esigenze didattiche e dai dati epidemiologici oggettivi. Fare scuola non è mera occupazione di uno spazio fisico e di un tempo orario.

Chiediamo pertanto che le lezioni proseguano a distanza, fino a quando non ci siano le condizioni sanitarie che consentano il rientro in sicurezza e non verrà elaborato un sistema organizzativo generale che non sia solo a carico della scuola, e che garantisca coerenza e continuità necessarie sia al lavoro dei docenti sia all’apprendimento degli studenti.

Grazia Abbate Raffaella Aliano Leonardo Alimandi Antonio Andriani Raffaella Antonelli Nicoletta Arcuri Emanuela Arnao Lorella Barbaresi Eleonora Barnia Mario Bellucci Elisabetta Beggiato Roberto Boarini Enrica Bonci Emanuela Bufardeci Rita Casola Enrico Chiarini Maria Vittoria Carusi Simona D’Andria Anna Teresa D’Anastasio Lapo Dell’Omo Cristiana De Devitiis Federica Dente Pierluigi Di Clemente Lorella Docimo Gabriella Elmo Angelina Felici Andrea Feroci Rosaria Ferrarese Dora Fiorentino Maria Anna Focolari Carla Francini Paola Gatteschi Lea Gemmato Matteo Gentile Maria Tania Giampaoli Claudia Giovannini Virgilio Gori Raffaella Guarino Carmela Letizia Anna Loreto Pasqualina Losani Corrado Malavolta Agostino Marzoli Simona Masciovecchio Marina Mauro Letizia Mei Mara Muratori Cristina Nocchi Biagio Orlandi Ovidio Ovidi Loretta Lucia Pes Maria Piscopo Ethel Piselli Lidia Procacchia Ottavia Rausa Angela Ricci Riccardo Rigano Roberta Rosace Francesca Sbezzi Daniela Scolozzi Alessandra Scotti Alessandra Taverniti Federica Venanzi Chiara Violano Soana Wolf

——————————————————

Basta con decisioni non condivise e estemporanee sulla scuola

Docenti del Liceo Plinio Seniore di Roma

I Docenti del Liceo Plinio Seniore di Roma firmatari di questa lettera, esprimono la loro piena adesione ai contenuti e allo spirito della lettera che i colleghi del Liceo Tasso hanno scritto il 28 Dicembre scorso su Il Manifesto, in merito a quella che appare una volontà, tutta politica, di riapertura delle scuole superiori, in mancanza di adeguate analisi dei dati,  di soluzioni sostenibili e di un piano organico verso il completamento di questo anno scolastico. I docenti esprimono tutto il loro disagio rispetto a questo modus operandi che genera continue decisioni non condivise ed estemporanee, che impattano gravemente sulla tenuta del  sistema scolastico.

In particolare desideriamo porre l’attenzione sui  punti che seguono:

L’Inghilterra chiude le Scuole. La Germania discute sulla riapertura non prima di Febbraio. l’Europa è in seria difficoltà in molte sue regioni per la tenuta del virus. Il nostro Ministero appare invece pervaso da una necessità di dichiarare un rientro a scuola anche per le scuole superiori di secondo grado a tutti i costi, senza una credibile e condivisa analisi dei dati e senza un progetto a medio termine per la fine dell’anno scolastico. Non è chiaro quale parametro, che sia l’indice di contagiosità, l’Rt, o altro parametro  o quale nuova organizzazione dei trasporti pubblici rispetto al mese di Novembre renda possibile oggi  il rientro in condizioni di sicurezza.

Lo stato di perenne incertezza che scaturisce da questa conduzione tutta politica, mette in ginocchio la Scuola che dal Marzo 2020 ha rappresentato un baluardo di continuità  e supporto per la nostra Società: senza  contributi significativi da parte del Ministero, i Docenti hanno messo in piedi una Didattica a Distanza efficace, con professionalità  e senso del dovere. E tale senso del dovere ci impone oggi di rigettare proposte che ci appaiono improvvisate e distruttive, che ridefiniscono l’orario giornaliero in deroga se non in spregio a ogni passaggio contrattuale, ad una condivisione o riflessione sulla sostenibilità  dei carichi di lavoro e sull’efficacia didattica delle misure proposte.

La didattica mista, al 33%, 50% o 75%, ha evidenziato, nei mesi di attuazione. tutta la sua complessità in termini di riorganizzazione dell’intera vita scolastica e sociale, a fronte di ricadute didattiche pesanti  e di un impatto   evidente [cfr studi fatti in Piemonte sulla correlazione tra seconda ondata e apertura delle scuola] sulla recrudescenza dell’infezione. La didattica a Distanza al 100%, benché gravosissima sotto molti aspetti e mai paragonabile a quella in presenza, ha garantito tuttavia, in questa situazione di emergenza, un contatto più efficace ed omogeneo con gli studenti ed è in questo momento un importante supporto alla continuità didattica. Non ultimo, offre un argine importante alla diffusione dei contagi

Facciamo notare come l’imposizione,  prevista dai recenti decreti, del doppio orario di entrata con conseguente uscita tardo-pomeridiana comporti una serie di conseguenze importanti tra le quali:  a) gli studenti del secondo turno, rientrando a casa tra le 16 e le 17,  non avrebbero  tempo utile per lo studio autonomo né tantomeno per eventuali attività extrascolastiche  b) l’uscita pomeridiana  potrebbe sovrapporsi a quella degli uffici, rendendo così vano l’obiettivo di limitare l’affollamento dei mezzi di trasporto c) la sanificazione dei locali per il giorno successivo risulterebbe impraticabile, e se non sottoponendo il personale ATA ad orari improponibili d) le scuole superiori non hanno mense per studenti e docenti e) le attività degli organi collegiali sarebbero necessariamente relegate  in orari tardo serali f)  la parte, rilevantissima, del lavoro dei docenti non frontale, fatto di correzioni, programmazioni, preparazione delle lezioni risulterebbe gravemente penalizzato e di fatto trasferito in orari serali o notturni.

La fine dell’emergenza è  ancora lontana e l’unico modo che vediamo perché la Scuola continui a svolgere il suo ruolo essenziale, è  che le decisioni su di essa ritornino ad essere condivise e trasparenti.

I docenti firmatari:

  • Alessandra Angelucci
  • Lucia Antonioli
  • Stefania Anzuini
  • Valeria Attinà
  • Andrea Baldanzi
  • Alberto Bigazzi
  • Michele Bonamico
  • Donatella Cagiotti
  • Gisella Calabrese
  • Riccardo Carosi
  • Marcello Catalano
  • Eleonora Citracca
  • Valentina Colacelli
  • Francesca Coppa
  • Tina Cosentino
  • Mariateresa Delladio
  • Emanuela Depersis
  • Nerina Diaco
  • Paola Dotto
  • Annalida Episcopo
  • Antonio Fanelli
  • Marina Fattapposta
  • Piera Filippi
  • Paolo Formichetti
  • Carla Franceschi
  • Laura Frittella
  • Paola Garelli
  • Anita Lalle
  • Maurizio Maione
  • Anna Menditto
  • Andrea Minotti
  • Loredana Morgante
  • Annarita Paiella
  • Federica Paliotta
  • Francesca Pasqualini
  • Anna Maria Pisapia
  • Mariacristina Pompei
  • Alessia Pulcini
  • Nicoletta Rossi
  • Marina Salvemme
  • Matteo Savastano
  • Paolo Tescarollo
  • Rosaria Maria Tozzi

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.