La scuola non è un problema di trasporti

HuffPost 9 Gennaio 2021
“Il vero virus nelle scuole è la mala gestione”.

Gli studenti del liceo Tasso dall’11 in sciopero e sit in
Ecco il documento dei ragazzi di una delle principali scuole italiane
Ecco cosa ha scritto il Collettivo studentesco de liceo Tasso di Roma sulla situazione di stallo che sta vivendo la scuola superiore nella capitale e nel resto d’Italia. Pubblichiamo il documento
Il vero virus nelle scuole è la mala gestione. Virus che già in questi anni di tagli all’istruzione ha serpeggiato silenziosamente nelle scuole italiane di ogni ordine e grado ma che, col sopraggiungere della pandemia, si è manifestato mettendo in risalto fratture profondissime. Un virus che ha contaminato, roso dall’interno l’istruzione e il valore sociale e umano della scuola, ora svuotata di ogni senso educativo, dell’idea stessa che ne è alla base, del suo essere priorità e fondamento di un paese e di un popolo che intendano sviluppare un pensiero critico e dunque libero.

A settembre, vittime ancora di una visione miope delle istituzioni, noi studenti siamo tornati a scuola con misure rigide all’interno dell’edificio, ma totalmente assenti all’esterno di esso. Ad un inquietante, ma giustificato, ordine interno, corrispondeva un inquietante, ingiustificato, disordine esterno: sui mezzi, nei bar, nei luoghi di lavoro. Ciò ha contribuito all’innalzamento della curva dei contagi, che, a ottobre, nonostante i sacrifici della comunità scolastica, ha imposto il passaggio in DaD al 100%.

Non appare forse folle che siano tollerate lunghe file nelle maggiori vie commerciali e non la presenza degli studenti nelle sedi della formazione della morale civica? Non appare forse folle che l’istruzione dei giovani sia sacrificata a una logica del profitto?

Come meravigliarsi allora della rabbia e dell’esasperazione che oggi animano noi studenti, i nostri professori e tutti coloro che con noi orbitano attorno alla scuola?

Il Collettivo politico del Tasso si è riunito il 2 gennaio 2021 in risposta al piano di riapertura emanato dalla Prefettura di Roma in data 24 Dicembre e ha scelto di opporsi a una “scuola” che si protrae per sette ore al giorno (fino alle 17), una “scuola” che ci priva del tempo necessario per studiare e svolgere attività di ogni genere, essenziali a rendere varia la giornata e la vita di uno studente. Il sistema dei mezzi pubblici non è pronto a supportare il trasporto dell’utenza scolastica e inoltre le scuole non sono attrezzate per garantire il consumo di un pasto senza l’esposizione ad un eventuale contagio.

In questo clima asettico, scandito da un ritmo estenuante, che non tiene conto della qualità ma solo della quantità delle ore, l’istruzione diventa sterile e priva di ogni capacità di entusiasmare. Non è sufficiente garantire il rientro a scuola con provvedimenti provvisori e contraddittori, tutt’altro che risolutivi, se questo avviene in modalità insostenibili e poco produttive, per colmare le mancanze di mesi.

Perciò noi studenti abbiamo deciso di reagire in opposizione a decisioni che non hanno coinvolto chi la scuola la conosce, la vive e la ama. Il piano di rientro è stato formulato esclusivamente sulla base di istanze rilasciate dalle agenzie dei trasporti (A.T.A.C. e C.O.T.R.A.L), che non hanno i mezzi per ridisegnare un sistema scolastico, ma anzi, per decenni sembrano aver dimostrato di non saper ben gestire nemmeno il loro ambito di competenza.

Dall’11 gennaio sciopereremo, insieme ad altri istituti della Capitale, contro politiche che sviliscono l’immenso valore della scuola ed impediscono ogni confronto, riducendo questa a mero strumento di propaganda. Indignati da tale strumentalizzazione politica ci rendiamo conto di dover dare una risposta altrettanto politica, quale lo sciopero.

Tutti i giorni ci siederemo davanti al nostro Istituto portando avanti un sit-in “culturale”. Si terranno incontri su temi politici e culturali attraverso gli interventi di professori e studenti.

Vogliamo risvegliare alla memoria dei politici il valore dell’educazione scolastica e l’insanabile danno che può procurare alla vita di un ragazzo l’assenza o la mala gestione di questa. La scuola, per alcuni, è l’unico punto di riferimento.

Proponiamo che siano organizzati dei tavoli di incontro efficienti che coinvolgano membri della comunità scolastica e che sia lasciato un margine maggiore di libertà organizzativa ai presidi, i quali hanno un contatto direttissimo con i propri studenti. È essenziale che il sistema dei trasporti pubblici apra un canale di comunicazione con le scuole e che risponda alle loro esigenze specifiche. Vogliamo tornare a scuola, momentaneamente anche in percentuali minori, ma con la garanzia di un rientro graduale e permanente, attento al suo aspetto formativo e umano.

 

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