Come sull’Orient Express, il treno senza più le elite imperiali del passato

Lucia Annunziata La Stampa 17 Giugno 2022

 

Un treno blindato in viaggio nella tempesta europea

 

Come fossero sull’Orient Express tre capi di Stato danno prova dell’unità Ue, ma l’enigma è se Putin sarà coinvolto in queste iniziative diplomatiche


Atmosfere tardo edoardiane nella fotografia di un treno che corre nella notte di un Paese europeo, con a bordo tre capi di stato. Boiserie, tavolo di legno lucidato, tendine corte con tassello e doppio ricamo. È esattamente l’Orient Express di un secolo fa, colto per la immaginazione di tutti, e per sempre, da Agatha Christie. Treno simbolo dei viaggi delle élite imperiali, che partiva dal cuore dell’Europa percorrendo le rotte balcaniche per arrivare alla prima sponda dell’Oriente, Istanbul. Nel 1934, quando lo racconta la Agatha Cristie, il treno non ha più Imperi da collegare – l’impero Ottomano è finito, come tutti gli altri del resto, travolti dalla Prima guerra mondiale e spezzettati da quella che è definita “A Peace to End All Peace” nel libro di David Fromkin, punto di riferimento nella storia della creazione del nuovo medioriente.

In quel treno di “Assassinio sull’Orient Express” sotto le eleganze di memoria edoardiana si agitano infatti personaggi che sono le ombre del passato e le ambiguità dell’Europa di quel momento – principesse russe esiliate permanenti, ricchi americani, cuoche tedesche, bambinaie nord europee, cameriere suicide, colonnelli inglesi che hanno combattuto in India, e non ultimo un belga, il famoso Hercule Poirot, ex ufficiale di polizia, che ricorda tutti i belgi che si rifugiarono in Gran Bretagna quando Hitler invase il paese.

Un mosaico di classi, ma soprattutto di estraniamento, nell’anno in cui Hitler diventa capo dello Stato e del governo in Germania. Tutti fantasmi della frammentazione dell’Europa nel pieno di una nuova tormenta: che nel libro è la tempesta di neve che blocca il treno e obbliga tutti a fare i conti con sé stesso.

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