Fabbri: il contrasto tra Usa e Zelenky è sull’ apertura del negoziato

La7 Omnibus 17 giugno 2022
Fabbri: Zelensky ha capito che la Russia non può essere sconfitta
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Dario Fabbri sottolinea l’importanza di alcuni apparenti dettagli delle notizie, degli incontri e delle frasi dette in questi giorni sulla guerra in Ucraina e sull’incontro Macron Scholtz Draghi con Zelensky.
Il viaggio a Kiev è stato voluto da Macron che ha voluto gli altri due insieme, perchè? Che cosa hanno in comune i 3?  Tutto e tre condividono che la Russia non deve scomparire. Che è una posizione esattamente opposta a quella del Regno Unito, dei paese baltici e della Polonia.

Ma Macron è quello che ha capito che si è aperta una divisione tra americani e Zelensky sulla prosecuzione della guerra.

Credo che Zelensky si stia chiedendo quanto agli ucraini convenga la prosecuzione della guerra,
nel Donbass in particolare, e se sia giunto il momento di valutare come fermarsi. Sono avvenuti degli scambi durissimi tra americani e Zelensky nei giorni scorsi, e con lo stesso Biden, che sono il sintomo di valutazioni diverse proprio su questo.

L’Ucraina senza un intervento diretto dell’occidente, che non ci sarà mai, non può ricacciare indietro i russi nè tantomeno vincere questa guerra. Zelensky questo lo sa. Quindi Zelensky  rischia di non arrivare ad un negoziato o di arrivarci ancora più indebolito.

E’ passata sotto silenzio anche una frase di Draghi nell’incontro con Macron e Scholtz a Kiev.
Alla domanda “come si fa a trattare se gli ucraini non vogliono cedere nulla”?  risponde “non cedere territori è giusto, ma questo è il punto di partenza del negoziato con i russi”, non la sua conclusione.
Cosi come la frase di Macron, andando via da Kiev, alla tv francese dice “io sono pronto ad andare a parlare a Mosca con Putin, perche solo il dialogo può chiudere questa guerra”.

 

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