Il Centro di Sala Pizzarotti Migliore Bentivogli. Defilati Renzi e Calenda

Giovanni Tizian Domani Ed 18 giugno 2022
 
Ecco i piani segreti per costruire il partito centrista guidato da Sala
Il nuovo movimento da Pizzarotti a Migliore a Bentivogli
Per ora è un’associazione, ma a settembre il salto di qualità. Secondo sondaggi riservati potrebbe valere il 10 per cento col sindaco di Milano come leader. Librandi finanziatore, gli obiettivi sono Di Maio e la Carfagna

 

Custodire l’eredita dell’agenda Draghi, contro il piano sovranista conservatore Orban-Meloni-Salvini.

Creare uno spazio riformista, liberale e progressista. C’è vita a destra del Pd, in quel campo riformista da tutti citato in questi giorni post elettorali eppure ancora senza sostanza. In realtà il laboratorio di un nuovo partito o movimento che verrà ha un nome: “L’Italia c’è”. Con leader il sindaco manager di Milano Beppe Sala. Ci sono già i sondaggi riservati, a settembre la presentazione nel capoluogo lombardo. Del resto è stato Sala, all’indomani delle ultime amministrative, a invocare uno «spazio progressista», una «formazione sociale, liberai democratica, popolare, ambientalista». Sembra l’identikit di L’Italia c’è, per ora un’associazione composta da politici e attivisti di altri partiti, su tutti Italia viva ed ex di +Europa. Una «start up incubatrice di un movimento politico», dice chi sta lavorando al nuovo progetto, «Me non sara un partito personale, ma collettivo».

Dalla fondazione ai sondaggi

L’Italia c’è è stata fondata da un gruppo di giovani: Emanuele Pinelli (insegnante ed esperto di tematiche ambientali), Bianca Hermanin (ricercatrice), Antonio Santoro (consigliere di un comune in provincia di Salerno). La squadra si è allargata e sono arrivate figure esperte, come. Piercamillo Falasca, ex di +Europa. Uno dei primi a iscriversi è stato Gianfranco Librandi, il deputato di Italia viva e industriale di Saronno, passato da Scelta civica dal Pd. Librandi è uno dei più munifici finanziatori della politica italiana (800mila euro alla fondazione renziana Open, al centro di un’inchiesta sui finanziamenti illeciti, 50mila a euro a Sala alle ultime comunali). È di Librandi l’idea di chiamare l’associazione L’Italia c’è, sulla base di un sondaggio commissionato a due diverse società: dalle risposte degli intervistati è emerso l’apprezzamento per l’agenda Draghi e la ritrovata centralità nello scacchiere  internazionale. Come dire, l’Italia è tornata protagonista, L’Italia c’è, appunto. Che ruolo dare a Librandi nel movimento in via di definizione non è facile dirlo. Dall’interno lo definiscono «un facilitatore», disposto ancora una volta a mettere mano al portafoglio e a portare finanziatori legati al mondo confindustriale. I sondaggi riservati delle scorse settimane confermano la centralità di Beppe Sala, per quanto lui ancora smentisca tutto. «Questa area nascente può puntare a un elettorato potenziale, “aggredibile”, che vale i125 per cento», spiega una fonte, «il 10 per cento, invece, voterebbe una lista incardinata sul progetto di L’Italia c’è». Nei sondaggi è stata proposta una rosa di tre ipotetici leader: ha stravinto Sala.

Carfagna e Di Maio chissà.  

In queste settimane i fondatori dell’associazione hanno lavorato sodo «per formare la squadra costitutiva» coinvolgendo cittadini, attivisti, professionisti. A settembre il lancio a Milano del  movimento conferma il coordinatore  nazionale di L’Italia c’è, Piercamillo Falasca, che è stato fino a pochi giorni fa consigliere della ministra per il Sud, Mara Carfagna. Da tempo si parla di Carfagna tra i protagonisti di questo campo largo riformista. «Lei è stata informata, ma al momento non è prevista una sua adesione, se poi dovesse decidere in autonomia di farne parte sarebbe certamente un valore aggiunto», spiegano persone vicine all’associazione. Oltre alla ministra è stato accostato a L’Italia Luigi Di Maio, con cui c’è un dialogo perché «ha dimostrato di tenere posizioni forti per la tenuta di questo governo. I gruppi parlamentari ascoltano ancora lui e non Conte: se mai dovesse lasciare i Cinque stelle l’interlocuzione con lui sarebbe più intensa», spiegano dal neonato movimento.

I nomi sicuri

«I parlamentari ed esponenti di partito iscritti comunque restano nei loro partiti, L’Italia c’è è una piattaforma culturale e politica, non sostituisce i partiti», precisa Falasca. Fin dall’inizio è presente Gennaro Migliore, deputato di Italia viva. Un confronto serrato è in corso con Federico Pizzarotti, due volte sindaco di Parma, tra i primi a lasciare il Movimento di Beppe Grillo. Altro volto noto con cui L’Italia c’è parla è Marco Bentivogli, ex segretario dei metalmeccanici della Cisl. In quota Pd il nome che circola di più è quello di Andrea Marcucci, corrente di Base riformista, la più renziana  dei Dem. E Matteo Renzi in persona? E’ a conoscenza del progetto e stima Beppe Sala, che vedrebbe bene come candidato premier. Un’ipotesi però non condivisa dalla maggioranza che preferirebbe il sindaco di Milano solo in veste di leader politico di questa nuova forza politica che nascerà «per arginare il vero problema attuale, l’agenda Orban-Meloni che rischia di destabilizzare l’Europa», spiegano da L’Italia c’è.

E Carlo Calenda? «Calenda non vuole aggregare, gioca da solo a far perdere gli altri e così favorisce Meloni».

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