Ricompare Conte, solo, nel campo giusto. Pochi giorni per decidere su tutto

Antonio Bravetti La Stampa 27 Luglio 2022
Le spine di Conte
Il leader 5 Stelle attacca Letta e cerca nuove alleanze a sinistra. E sulla crisi di governo: «Ci hanno bullizzati davanti ai cittadini»

 

Alle elezioni «ci sarà una sorpresa, un terzo incomodo: il Movimento 5 stelle con la sua agenda progressista e sociale. Saremo soli, saremo il campo giusto». Giuseppe Conte schiera il M5S contro tutti.

Dalla Puglia, dove ha deciso di trascorrere qualche giorno lontano dai palazzi romani, il leader del Movimento riappare sui social all’ora di cena. Camicia bianca, alberi e siepi sullo sfondo, l’ex premier accusa il Pd di aver messo «due dita negli occhi» al Movimento con la norma sull’inceneritore di Roma: «Non siamo stati noi gli irresponsabili. Draghi ha esiliato la dialettica politica e il centrodestra ne ha approfittato per attaccarci, insieme a Italia Viva e a Insieme per il futuro. Siamo stati bullizzati davanti al Parlamento e a tutti i cittadini, siamo stati messi in condizione di non poter più sostenere questo governo».

Mentre archivia il campo largo, Conte avvia il dialogo con la sinistra di Fratoianni, dei Verdi, di De Magistris. Al tempo stesso incassa il «no» di Beppe Grillo alle micro-deroghe con cui l’ex presidente del Consiglio avrebbe voluto regalare il terzo mandato a Paola Taverna, Alfonso Bonafede, Vito Crimi e Roberto Fico. Il garante è contrario, Conte non molla: «Non c’è un diktat, alcune esperienze gioverebbero molto al Movimento, scioglieremo la riserva a breve». Nel frattempo, Davide Crippa esce allo scoperto e si dimette da capogruppo alla Camera: «Non condivido la linea politica, la caduta del governo ha prodotto effetti drammatici». Si tratta di «un’opinione minoritaria», ribatte Conte. «L’insofferenza nel partito è cosa nota», gli fa il controcanto Di Maio.
L’ex premier è San Giovanni Rotondo, nel Gargano. Va al mare, gioca a calcetto con i vecchi amici. A Roma il Pd sbatte la porta in faccia al Movimento e la destra si organizza. È già Enrico Letta contro Giorgia Meloni. Conte allora, che in serata su Rai3 non esclude il riavvicinamento di Di Battista («se torna deve inserirsi nel nuovo corso»), sgomita e prende posizione: «La campagna elettorale è già iniziata. Ci sarà il voto utile: o si vota Meloni o Letta. O Calenda, Renzi, Di Maio, Brunetta. Di fatto il voto sarà questo: o votate per l’uno o per l’altro. Ci sarà una sorpresa: il terzo incomodo, il Movimento 5 stelle». Nella capitale è rimasta solo Loredana De Petris (Leu) a battersi il petto: «La scelta del Pd di rinunciare all’alleanza col M5S è semplicemente un suicidio politico». Ma tant’è. Lo strappo è consumato.

Nei giorni scorsi Conte ha incontrato Philippe Lamberts, co-presidente del gruppo Verdi/Ale al Parlamento Ue. Chiuso il dialogo col Pd, il leader dei Cinque stelle guarda a sinistra, con l’idea di un’alleanza che ricalchi quanto fatto in Francia da Jean-Luc Mélenchon. Lì ci sono Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) e Angelo Bonelli (Europa Verde), che proprio ieri hanno presentato il nuovo simbolo comune. Il terreno è fertile. «Fino all’ultimo continueremo a rivolgerci a tutti, al Pd, a Conte e a tutte le forze che si sentono alternative», assicura Fratoianni. «Vogliamo costruire l’alleanza più ampia possibile, compreso il Movimento 5 Stelle», gli fa eco Bonelli. Lo strappo con Letta piace a Luigi De Magistris, promotore della piattaforma Verso l’Unione Popolare. «Ho apprezzato la scelta di Conte di interrompere il rapporto strategico con il Pd. Adesso però deve decidere – ragiona l’ex sindaco di Napoli – se vuole tornare alle origini dei pentastellati e verso il campo di chi non si è mai compromesso, la sinistra radicale, l’ambientalismo, gli amministratori, movimenti e reti civiche, allora questa convergenza, questo dialogo si può realizzare». Un’alleanza, assicura De Magistris, che «rappresenterebbe un terzo polo che potenzialmente può arrivare al 15-20%».

Conte dovrebbe tornare a Roma tra pochi giorni, forse venerdì. La campagna elettorale bussa alla porta. «Ritorneremo nelle piazze e nelle strade – promette via social – guarderemo in faccia i cittadini. Il nostro è lo sguardo di chi, seppur isolato e bullizzato, si è battuto sempre coraggiosamente e tenacemente. Non tradiremo mai i cittadini che ci voteranno, non ci fermeremo mai». Dalla Puglia con furore.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.