Cento: bisogna intervenire per rendere possibile una lista a sinistra

Concetto Vecchio La Repubblica 31 luglio 2022
Paolo Cento: “Facciamo la sinistra che manca Santoro ha ragione”
Intervista all’ex deputato Verde: “Il governo approvi il decreto per la raccolta di firme elettroniche”


Paolo Cento, lei è stato il primo a rispondere all’appello di Michele Santoro.
“Perché non so per chi votare. E siamo in tanti. Da giorni ricevo chiamate di compagni che mi dicono: “Paolo, ci dobbiamo muovere”.
Ecco infatti “il partito che non c’è” di Santoro.
“Michele ha posto una grande questione democratica, di rappresentanza. Ma la sua iniziativa rischia di essere vana se il governo non farà un decreto con cui si consente di raccogliere le firme elettroniche con lo spid o con la carta identità elettronica, com’è avvenuto con il referendum”.
Quante ne servono?
“Per un partito non rappresentato in Parlamento 60mila, entro il 22 agosto: un’impresa impossibile da realizzare. Perciò il governo deve intervenire”.
Lei c’era al Teatro Ghione, all’iniziativa contro la guerra?
“Sì, e ne ricordo la passione, la voglia di discutere che sprigionava. Fu un evento e non c’era solo gente di sinistra”.

Che leader sarebbe Santoro?
“È un grande comunicatore, la sua storia parla per sé, ha gettato un sasso nello stagno, mettendosi a capo di un processo collettivo”.

Michele Santoro come nuovo Bertinotti?
“Ma no. Bertinotti è stato il grande protagonista di una stagione finita nel 2008, anche se le sue riflessioni sul presente restano utili”.

Però di fatto volete rieditare la sinistra radicale.
“No. Mi accontento di una sinistra normale, del ventunesimo secolo, innanzitutto ecologista. Non c’è bisogno di una sinistra ideologica. Manca un partito così”.

Ci sono i bersaniani, c’è la sinistra di Fratoianni.
“Ma andranno con il Pd, e lo dico con molto rispetto”.

Lei è stato ulivista, ricorda?
“Sì, infatti sono le per le maggioranze più ampie possibili, ma non possiamo andare appresso a Calenda, Gelmini, Brunetta”.

Calenda non porta il suo mattone contro la destra?
“Sì, non discuto, ma con queste coalizioni così poco omogenee il richiamo contro il pericolo di destra rischia di svanire”.

Deve esserci per forza Conte?
“Se vogliamo battere la destra devono esserci anche i Cinquestelle. Non si capisce perché sono stati esclusi”.

Hanno fatto cadere Draghi.
“Sì, ma io dico era proprio necessario inserire in quel decreto il termovalorizzatore di Roma? E fare la scissione grillina? È stato fatto un calcolo per andare al voto”.

È stato offerto un assist alla destra, che probabilmente vincerà.
“Costruiamo un Polo di sinistra, poi Parlamento ci si potrà alleare, come abbiamo fatto col Conte II”.

E se non ce la farete entro il 25 settembre?
“Rischiamo di finire come nel 2008. Col Pd magari primo partito, ma all’opposizione, la destra al governo, e tutto un mondo irregolare senza voce in Parlamento. Se non ci riesce il partito che non c’è dovrà materializzarsi dopo il voto”.

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