I Renziani ci sono, aggrappati a Calenda per prendere i voti di Berlusconi

Serenella Mattera La Repubblica 1 agosto 2022
Bonetti: “Andiamo al Centro con Calenda e puntiamo a superare il 10 per cento”

 

Intervista alla ministra della Famiglia (Italia Viva): “Saremo baricentro per portare avanti il riformismo concreto del governo Draghi, protagoniste siano le donne”


“Dobbiamo creare un polo centrale, capace di essere baricentro nella nuova legislatura, per continuare l’esperienza del governo Draghi”.

Elena Bonetti si prepara a correre alle prossime elezioni. Aveva una cattedra di matematica, prima di rappresentare Italia viva nei governi Conte e Draghi.
Ora pensa che Iv debba allearsi non col Pd ma con Calenda: è così?

“Il bipolarismo estremizzato è diventato di fatto un bipopulismo: contrapposte spinte centrifughe rischiano di bloccare il Paese. Penso che tante cittadine e cittadini chiedano invece uno spazio di centro che sappia esprimere quel riformismo libero e concreto che il governo Draghi ha rappresentato per l’Italia”.

Chi dovrebbe farne parte?
“C’è Italia viva, con Matteo Renzi che, al di sopra di critiche o sondaggi, dimostra di saper fare sintesi di esperienze importanti, dal riformismo liberale al cattolicesimo democratico. E poi Azione insieme a +Europa, con Carlo Calenda e le colleghe Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Ma penso anche a forze della società civile, dell’associazionismo, a reti di impegno prepolitico”.

Pensa anche a Toti e Quagliariello?
“Dipende da loro. Chi si mette in gioco con coerenza e visione, non solo per opportunità elettorale, penso possa e debba contribuire”.
Ma il polo centrista, come ha obiettato ieri dal Pd Enrico Letta, non fa vincere la destra nei collegi uninominali?
“No, io credo che di fronte alla destra questo polo possa dare risposte a elettori di centrodestra che oggi non hanno più casa. Da lì si partirebbe per un governo in grado di continuare l’esperienza Draghi”.
Ma anche il Pd si muove in continuità con l’agenda Draghi: non è meglio unire le forze?
“Peccato che il Pd abbia coinvolto forze politiche che hanno negato dall’inizio la fiducia al governo Draghi (Sinistra italiana, ndr). E che nel campo largo avrebbe voluto includere Giuseppe Conte, che a Draghi ha tolto la fiducia e che da noi ha una visione della politica profondamente diversa, a partire dalla politica estera”.

Ad ogni modo Draghi non sembra disponibile a un ‘bis’.
“Non entro nelle scelte personali, anche per rispetto del presidente del Consiglio. Dico che grazie a Draghi la politica italiana oggi è diversa: noi ci candidiamo ad animare il vento di novità che ha portato. La crescita del Pil dimostra che la via è giusta: bisogna proseguire nel solco di riforme come l’assegno unico e una delega fiscale che punta ad abbassare le tasse”.
Se Draghi rifiuta, Calenda si candida a fare il premier. Le andrebbe bene?
“Se Calenda sceglierà di esserci sarà sicuramente una figura leader. Ma in quello spazio, mi creda, ci saranno anche tante leadership al femminile”.
Quanto pensa possa valere quest’area?
“Sicuramente più del 10%. Tutto quell’elettorato di centro che ha diritto ad essere rappresentato”.
Per essere poi ago della bilancia del prossimo governo, che sia di destra o di sinistra?
“Ago della bussola, di orientamento perché il Paese deve avanzare. Un baricentro serio, al riparo degli estremismi e dai populismi”.

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