Letta ha sospinto di nuovo i 5 stelle verso il Grillismo

Riccardo Barenghi La Stampa  05 Agosto 2022
Vendola: “L’alleanza Pd-Azione una sciagura così la sinistra si suicida al centro”
L’Ex presidente di Sel: «I 5S? Ormai sono una formazione in frantumi»

 

Nichi Vendola sta in Canada con suo marito Eddy e il loro figlio Tobia che ormai ha sette anni. Dice che il bambino non gli concede un attimo di tregua, tuttavia è riuscito a smettere di giocare con lui per fare questa intervista transoceanica.

La vittoria della destra metterebbe in pericolo la nostra democrazia?

«La destra parla al basso ventre di un’Italia stressata dalla crisi sociale, impoverita economicamente, spaventata dal caldo, dai fuochi, dalla scarsità d’acqua, dai fantasmi della guerra e del cataclisma ambientale. Offre un programma semplice e suggestivo: riforma della Costituzione per transitare ad un regime presidenzialista, riforma fiscale nel segno della protezione dei ricchi, autonomia differenziata che significa rottura dell’unità nazionale e sepoltura definitiva della questione meridionale. Questa destra, putiniana e trumpiana, liberista e illiberale, oligarchica e populista, non è un pericolo solo per la democrazia, ma anche per la qualità della convivenza».
Bisognava dar vita a una sorta di Cln antifascista?

«Sarebbe saggio costruire una larga coalizione democratica e antifascista, ma questo non è sufficiente a battere una destra col vento in poppa. Occorre la credibilità e la forza di una proposta capace di alzare la bandiera della giustizia sociale e ambientale».

Ha fatto bene Letta con Conte?

«Ha fatto male. Mutilare il “campo largo” e risospingere i Cinque stelle nel grillismo è un errore che rischia di essere il più gradito regalo alle destre».

Come giudica l’accordo tra Letta e Calenda basato sull’agenda Draghi?

«Una sciagura. Per il Pd si tratta di una attrazione fatale, più che una alleanza appare come una resa: non è la sinistra che stringe un patto col centro, è la sinistra che si suicida al centro, che smarrisce il sentimento della propria autonomia culturale, e si consegna ad una agenda nata come compromesso anche con la destra di Salvini. L’agenda Draghi è solo il simbolo di una sottomissione al partito della borghesia (chiedo scusa ai palati fini per questo lessico antico…)».

Pensa che questa intesa andrebbe aperta alla “sua” Sinistra italiana e ai Verdi?

«Sinistra italiana e Verdi, nonostante la loro forza modesta, indicano una strada che è il contrario della capitolazione, il contrario delle ricette caritatevoli per combattere la povertà o del green washing per affrontare la crisi climatica. Quando Calenda evoca il nucleare dimostra di essere ostaggio di una vecchia nostalgia industrialista, quando difende l’autonomia differenziata si schiera con i nemici del Sud».

Allora Fratoianni e Bonelli farebbero meglio a cercare un’intesa con i Cinquestelle?

«In qualunque caso, si tratterà di capire come saranno capaci di segnare un passaggio politico così stretto e difficile. L’alleanza credo che dipenderà dalle condizioni che si determineranno. Ma dicendo a noi stessi tutta la verità sugli attori in campo. Conte non è la sinistra: non è Melenchon. Governa sotto l’ipoteca di Grillo una formazione in frantumi, difende giustamente il reddito di cittadinanza ma non esita a riesumare il ciarpame ideologico della demagogia delle origini. Qualunque scelta si compie, spero che sia il frutto di uno sguardo non ristretto al momento del voto. Serve uno sguardo lungo».

Il Pd è ancora un partito di centrosinistra oppure di sinistra non ha più nulla?

«C’è chi vorrebbe un Pd fatto così: culturalmente progressista, economicamente liberista, politicamente centrista. A volte questo prodigio è riuscito, forse per questo siamo dinanzi al rischio che una formazione post-fascista possa esprimere il prossimo inquilino di Palazzo Chigi».

E la sinistra avrà solo un ruolo di pura testimonianza?

«La sinistra può rinascere, come dimostra il caso francese. Ma deve liberarsi dalle sue troppe paure, facendo i conti con la radicalità della crisi del mondo. Deve essere l’alternativa al liberismo e alla guerra per poter offrire risposte coraggiose e innovative alla disperata domanda di qualità della vita. Il moderatismo nuoce gravemente alla salute della sinistra (e il minoritarismo è solo l’illusione della scorciatoia)».

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.