Lagarde spinge l’Italia ad approvare il Mes, Crosetto la attacca

Tonia Mastrobuoni La Repubblica 16 dicembre 2022
Lagarde spinge l’Italia ad approvare il Mes Crosetto la attacca
Affondo del ministro dopo il rialzo dei tassi della Bce: “Le sue parole una follia, ingiuste per noi”. Giorgetti sul Fondo salva-Stati: “Non posso andare contro il Parlamento”

 

La Bce ha aumentato di nuovo i tassi di interesse: quelli di riferimento salgono così al 2,5%. Sulla falsariga dell’americana Fed, Francoforte ha deciso di adeguarsi a un ritmo meno forsennato e ha alzato il costo del denaro “solo” di mezzo punto. Fin qui tutto bene, tutto ampiamente previsto. Ma quando la presidente, Christine Lagarde, pressata dai falchi, ha dichiarato che la stretta continuerà a un ritmo sostenuto, che ci saranno «altri, ripetuti rialzi» dello 0,5% per far fronte a un’inflazione «troppo alta» e che la Bce continuerà a ignorare allegramente i segnali di recessione, i mercati sono crollati e lo spread si è impennato. E le sue parole hanno scatenato l’ira del governo italiano, irritato anche per l’augurio esplicito dell’ex direttrice del Fmi che l’Italia «ratifichi presto il fondo salva-stati Mes». Ma ormai anche nella Bce si è nettamente acuita la spaccatura tra falchi e colombe.

«Non ho capito il regalo di Natale che la presidente Lagarde ha voluto fare all’Italia», twitta subito dopo Guido Crosetto, ministro della Difesa. Il cofondatore di Fratelli d’Italia ha postato un grafico con il crollo dei mercati e aggiunto: «Per chi non avesse capito l’effetto di decisioni prese e comunicate con leggerezza e distacco». Interpellato da Repubblica, il politico vicinissimo a Giorgia Meloni specifica che l’errore di Lagarde è stato di non aver considerato che le sue parole arrivavano «a mercati aperti». L’errore della Bce «non è quello del rialzo» dei tassi, ha puntualizzato, «ma il fatto di preannunciarne altri. Cosa che poteva evitare. Poi, più di mille parole, vale la reazione dei mercati: se è così significa che qualcosa lo ha sbagliato. A meno che non volesse, ma allora sarebbe un altro discorso…». Insomma, per Crosetto il linguaggio di Lagarde è stato «una follia per tutta laUe. E per l’Italia, ingiustamente negativo». Lo sconcerto di alcuni banchieri centrali dopo gli inciampi della presidente trovava sfogo in serata solo a microfoni spenti. Ma si riflette fedelmente nelle parole ufficiali dell’ex vice della Bce Vitor Constancio. Dopo la conferenza stampa ha twittato «cattive notizie per la Bce. Che nelle decisioni, nel linguaggio e nelle previsioni, segnala una postura eccessivamente da falco che aggraverà inutilmente la recessione in arrivo».

Ufficialmente, dalla Bce preferiscono opporre un “no comment” alle critiche di Crosetto. Cui si sono aggiunte in serata quelle del collega delle Infrastrutture Matteo Salvini: «È incredibile e sconcertante bruciare risparmi» in quel modo, ha tuonato il leader della Lega.
Uno scontro così tra la Bce e l’Italia non si vedeva dall’inizio del 2020, quanto Lagarde usò un linguaggio altrettanto da “falco” e rispose a una domanda sostenendo che «non siamo qui per chiudere lo spread». Anche allora l’interesse sui titoli di Stato si impennò e sulla questione intervenne persino il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Secondo indiscrezioni, un terzo dei banchieri centrali avrebbe voluto un rialzo persino più robusto dei tassi, di tre quarti di punto. Il compromesso è stato una stretta meno forte ma un linguaggio più duro.

Ieri pomeriggio lo spread, ossia la differenza nel rendimento dei titoli decennali italiani e tedeschi, si è allargato oltre i 200 punti, i Btp sono schizzati oltre il 4%. Spinti anche, certo, dalla conferma, pure annunciata, che la Bce comincerà a scaricare lentamente i 5 mila miliardi di titoli di Stato incamerati in quest’ultimo complicato decennio. Francoforte inizierà da marzo del 2023 a immettere sul mercato circa 15 miliardi di bond. Ma in un anno difficile, per l’Italia, che dovrà rinnovare un colossale ammontare di debito.

Il botta e risposta tra Bce e Italia non si è limitato alla stretta monetaria. Lagarde non ha risparmiato critiche all’”ultimo Paese” che ancora non ha ratificato il salva-Stati Mes, essenziale anche per il completamento del secondo pilastro dell’Unione bancaria. «Spero», ha aggiunto l’ex direttrice del Fmi, «che l’Italia ratifichi presto il Mes». Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti le ha risposto che «il Parlamento ha dato un indirizzo, non è che io posso andare contro il Parlamento. Adesso si esprimerà ancora e faremo quello che dobbiamo fare». Dal governo sono giunti nei giorni scorsi accenni alla necessità persino di cambiare una riforma ratificata ormai da tutto il resto dell’Europa e che attende il via libera di Roma sin dai governi Conte. Peraltro, se anche fosse uno strumento troppo restrittivo, da quest’estate l’Italia e gli altri Paesi con alto debito beneficiano di uno straordinario strumento di protezione: il meccanismo anti- spread Tpi. Inutile intestardirsi sul Mes.

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