Le flebo rosa di Raduciou, le medicine di Brambati: l’urlo del mondo del calcio che adesso trema per il doping

La Stampa 19 gennaio 2023
Le flebo rosa di Raduciou, le medicine di Brambati: l’urlo del mondo del calcio che adesso trema per il doping
Le denunce dopo le accuse di Dino Baggio. L’ex attaccante del Brescia: «Prendevamo pillole e dicevano che fossero vitamine». Mancini cauto: «Bisogna andarci con i piedi di piombo»

L’onda si allarga. Dopo Dino Baggio, altri calciatori ammettono di aver paura. Per gli effetti del doping, o di qualcosa di simile. «Facevo flebo con un liquido rosa, lo ricordo perfettamente. Lo ammetto ho anche preso delle medicine. Chiamerò il medico che ci seguiva a Brescia per saperne di più e capire cosa ho preso negli anni in cui giocavo al Milan, al Verona e a Brescia. Non sapevo cosa ci fosse dentro le flebo» dice l’ex attaccante di Bari, Verona, Brescia e Milan Florin Raducioiu. «Ci è sempre stato detto che erano vitamine, di glucosio per la precisione. A Milano prendevamo altre pillole. L’ho detto prima della morte di Vialli. Dobbiamo domandarci perché si verificano queste morti premature» spiega a “Sport Report”.

Le paure di Brambati

L’ex attaccante parla nelle stesse ore in cui un altro giocatore del passato lancia accuse. «Ho timore anch’io – racconta a “Processo 7 Gold” Massimo Brambati – , vent’anni fa lo dissi e mi arrivò una lettera della Figc che mi minacciava. Io, in una società di cui non faccio il nome, prendevo prima della partita il Micoren come se fossero caramelle. All’epoca non era proibito, dopo qualche anno è diventato proibitissimo. Prendevo anche l’Anemina, una sostanza non dopante, ma ne avvertivo l’effetto. Non sentivo la fatica, avevo i battiti accelerati e una maggiore prontezza di riflessi». Le sue sono parole pesanti. «Avevo 20 anni e mi dicevano facendo una flebo avrei avuto una performance migliore. C’erano allenatori che se non facevi la flebo, si arrabbiavano. Davano sostanze che all’epoca non erano però ritenute doping. Oggi quando sento determinate situazioni che accadono ai calciatori del mio periodo, mi affido a Dio…».

Le reazioni della politica

Il tema scuote anche la politica. «Chiedo al presidente della Figc, Gabriele Gravina, di pensare a un intervento che possa fare luce sui possibili casi di doping avvenuti nel nostro calcio nei decenni scorsi» afferma Alfredo Antoniozzi vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. Il mondo del pallone chiede verità. «Ho letto le dichiarazioni di Dino Baggio, mi sembra un ragazzo equilibrato e credo che ponga una questione importante. Con tutti i soldi che girano non mondo del calcio si potrebbero anzi dovrebbero fare studi più approfonditi sul fatto che ci possa essere una maggiore incidenza di alcune malattie tra gli ex calciatori» dice Beppe Dossena. Mentre Roberto Mancini è più cauto. «Le recenti frasi sui farmaci nel calcio e la salute dei giocatori? Non ne ho idea, bisogna andarci con i piedi di piombo con certe dichiarazioni – dice il ct della nazionale -. Purtroppo, queste cose (le malattie, ndr) accadono a chi è stato giocatore e anche a persone normali, che non lo sono state. Bisogna stare attenti».

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.