Bongiorno si alle intercettazioni: “Indispensabili anche per la corruzione nonostante i molti errori”

Liana Milella La Repubblica 20 gennaio 2023
Bongiorno difende le intercettazioni: “Indispensabili anche per la corruzione nonostante i molti casi di errori di trascrizione”
Intervista alla presidente leghista della Commissione giustizia del Senato: “Sono contro il blackout informativo, ma la divulgazione di conversazioni private e penalmente irrilevanti, o di frasi decontestualizzate, è un’altra cosa”

 

Senatrice Giulia Bongiorno, come 20 anni fa, quando era premier Berlusconi, siamo allo scontro duro sulle intercettazioni. Lei allora, da presidente della commissione Giustizia della Camera, fece baluardo contro la loro demolizione. Oggi, dal vertice della stessa commissione al Senato, come legge il nuovo scontro?

“Sono situazioni diverse. All’epoca mi schierai contro un testo che presentava molte criticità; oggi c’è una polemica politica soltanto sulle parole del ministro. Suggerirei di attendere il testo”.

Lei da che parte sta? Da avvocato di grido, e visto che la sua categoria è contro le intercettazioni. Le considera indispensabili per arrestare i colpevoli di reati?

“Guai a cancellare le intercettazioni. L’apporto fornito nella cattura di Messina Denaro, per esempio, è indiscutibile. Di contro, guai a pensare che ci sia sempre uno scrupoloso rispetto della normativa: in alcuni casi è emersa la ricerca dei reati “purchessia” e “a ogni costo”. E questo non va”.

Occuparsi di intercettazioni proprio adesso è davvero la priorità per cambiare la giustizia?

“Ci occuperemo della sua efficienza in via prioritaria, ma bisogna ragionare con equilibrio e lucidità anche sulle intercettazioni”.

Con il governo Draghi e la ministra Cartabia, pur votando le sue leggi, lei non ha fatto mancare perplessità e critiche. Stavolta, davanti alle continue dichiarazioni del Guardasigilli Nordio, che fanno apparire le intercettazioni come il problema più importante della giustizia italiana, che fa?

“Avevo segnalato alla Cartabia, e pubblicamente, una serie di problemi che sarebbero potuti scaturire dalla riforma: i fatti hanno confermato che il mio allarme non era infondato. Sul tema intercettazioni ho voluto un’indagine conoscitiva al fine di individuare eventuali disfunzioni o lacune normative”.

Che farebbe per i reati di mafia e terrorismo? Confermerebbe la piena possibilità di fare intercettazioni? I più noti pm non hanno dubbi.

“La magistratura e le forze dell’ordine devono disporre di tutti gli strumenti previsti dal nostro ordinamento per combattere la criminalità: è innegabile che le intercettazioni sono indispensabili”.

E la corruzione? La si può considerare un reato che non è più grave?

“Mi sono espressa più volte su questo punto: è un reato grave per il quale non si può escludere l’uso delle intercettazioni”.

Si fiderebbe di più delle intercettazioni preventive perché non finiscono sui giornali?

“No, non ho grande fiducia nelle intercettazioni preventive”.

C’è una frase di Nordio che ha infastidito partiti che stanno dalla parte delle polizie, quella sui marescialli che trascrivono male le intercettazioni, mentre i pm prendono quello che vogliono…

“Non mi risultano fastidi. Comunque sono contraria alle generalizzazioni e credo nella correttezza di forze dell’ordine e magistratura. Certo, se poi mi chiede se ho mai riscontrato errori nelle trascrizioni, la risposta è: sì molte volte. Inoltre, capita spesso che nelle prime fasi delle indagini vengano trascritte solo le intercettazioni a favore dell’accusa”.

Qual è il problema allora, il fatto che le intercettazioni escono sui giornali? Ma non sono atti di indagine come i verbali di interrogatorio?

“È noto che mi sono schierata in passato contro il blackout informativo, ma la divulgazione di conversazioni private e penalmente irrilevanti, o di frasi decontestualizzate, è un’altra cosa. Il tema cruciale è il limite entro il quale la riservatezza può e deve essere obliterata”.

Non basta la legge Orlando che obbliga i pm a mettere le intercettazioni inutilizzabili nell’armadio blindato?

“È un rimedio del tutto insufficiente a tutelare tanto la reputazione dell’indagato quanto quella di terzi del tutto estranei alle indagini”.

Al Senato la sua indagine conoscitiva sulle intercettazioni è stata letta come un ulteriore attacco. Non si è posta il problema?

“Credo molto nella necessità di approfondire prima di legiferare. Ascoltare esperti e raccogliere dati oggettivi è utilissimo”.

In commissione è già esploso l’attacco alla microspia Trojan, di cui viene messa in crisi la liceità, e se ne chiede una profonda modifica. Anche lei la pensa così?

“È emerso un dato allarmante: il captatore informatico può alterare il contenuto dei dati di un cellulare. Se questo accadesse in concreto sarebbe un fatto di una gravità inaudita. È necessario regolare in modo rigorosissimo la materia prevedendo il tracciamento di tutta l’attività tecnica della captazione e richiedendo certificazioni alle società che operano. C’è una lacuna da colmare immediatamente”.

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.