A cosa assomiglia la scuola di Valditara

Michele Serra La Repubblica 27 gennaio 2023
A cosa assomiglia la scuola di Valditara
Una delle poche cose buone che potevamo aspettarci, da un governo di destra, è quel tanto di alterigia reazionaria che a volte rende la destra non dico simpatica, ma almeno utile: perché fa da contraltare allo spirito dei tempi che avanza spavaldo e incontrastato.

Per esempio dal ministro della scuola, Valditara, non ci sarebbe dispiaciuto udire una difesa quasi ottusa della vecchia scuola gentiliana (che in definitiva è roba loro), della didattica tradizionale, della calligrafia (esisteranno pure un pennino e un calamaio elettronici), dello studio al servizio del Vero e del Bello, con i fanciulli e le fanciulle che crescono in virtù e saggezza per maggior gloria della Patria. Manzoni e Dante, sintassi e analisi logica, e alle primarie “gheriglio” e “soqquadro” come parole-chiave della conoscenza del mondo.

Macché. “Sinergia con il sistema produttivo, professionisti a contratto provenienti dal mondo delle aziende, sponsorizzazioni, fundraising, stipendi diversificati in base al carovita”: la scuola di Valditara assomiglia tremendamente alla scuola come la vorrebbe l’ultimo dei funzionarietti del progressismo tecnocratico, un clintoniano in ritardo, un sinistrorso convertito al mercatismo.

Non ci sono più i reazionari di una volta. La destra “moderna” è abbagliata dall’aziendalismo tanto quanto la sinistra più addomesticata e vinta. Il fundraising, ma vi rendete conto? E’ lo Stato che chiede l’elemosina, è la Nazione che abdica al Capitale. Mi consola, essendo un frustrato di sinistra, sapere che sarei frustrato anche se fossi di destra.

 

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