Zelensky a Sanremo: il coro contro

Antonio Bravetti La Stampa 28 gennaio 2023
Zelensky a Sanremo: il coro contro
Il presidente ucraino ospite al prossimo Festival scatena il mondo politico. Quasi tutti i pareri contrari, Calenda e Conte duri: «Sarebbe fuori contesto»


Altro che «zitti e buoni». Una cacofonia. Più del decreto Ucraina, dei missili terra-aria e delle forniture di gas, può Sanremo. La compattezza della politica italiana si sgretola davanti all’annunciata partecipazione di Volodymyr Zelensky a Sanremo. Si allarga il fronte del no alla presenza del presidente ucraino al festival della canzone italiana, ridisegnando le geometrie parlamentari.

Alla contrarietà espressa nei giorni scorsi da Matteo Salvini e Maurizio Gasparri, esponenti della maggioranza, si aggiunge quella di due leader di partiti all’opposizione: Carlo Calenda e Giuseppe Conte. «È un errore», dice il fondatore di Azione. «Il festival e un contesto troppo leggero», aggiunge il presidente M5S. Con loro anche il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi e il candidato alla segreteria del Pd Gianni Cuperlo. Il governo tace. Il Pd, maco a dirlo, si spacca.

La questione, da canora, si fa politica. I vertici Rai non commentano. Parla invece Bruno Vespa, che in occasione di una recente intervista aveva raccolto il desiderio del presidente ucraino di intervenire nel corso della kermesse e, a Domenica In, aveva dato l’annuncio della sua presenza in collegamento video. «Non capisco francamente tutto questo rumore – osserva – al Festival hanno partecipato alte personalità della politica internazionale e sono stati trattati tutti i temi sociali. Zelensky è stato ospite aI Festival di Cannes e Venezia, oltre che ai Golden Globes, e mi dispiace questo malanimo nei confronti di un uomo che si sta battendo con straordinario coraggio per salvare la libertà del proprio popolo».

Per ora tutto resta confermato: il videomessaggio registrato, di un paio di minuti, dovrebbe andare in onda nell’ultima serata del sabato, dopo la gara, ma prima dell’esibizione dei cinque finalisti, quindi in tarda ora. È probabile che il tema Zelensky venga affrontato nel Consiglio di amministrazione di lunedì, perché anche tra i consiglieri c’è chi non è d’accordo con la presenza del leader ucraino.

Dopo le critiche sollevate da Salvini e la petizione di diversi intellettuali, da Carlo Freccero a Franco Cardini, sono ora i leader dell’opposizione a far sentire la propria voce. «Fui molto contento quando il presidente Fico invitò il presidente Zelensky alla Camera. Non credo però che ora sia tanto necessario avere Zelensky in un contesto così leggero, come quello di Sanremo» dice il presidente Movimento 5 stelle Conte. Critico anche Calenda: «Ci sono pochi dubbi sulla nostra linea di sostegno all’Ucraina.

Ritengo tuttavia un errore combinare un evento musicale con il messaggio del presidente di un Paese in guerra». Fuori luogo la partecipazione del presidente ucraino all’Ariston anche per Cuperlo: «Zelensky a Sanremo? No. È una guerra. La gente muore.

La Rai vuole dare voce al presidente di un Paese invaso che si difende? Mandi in onda un messaggio del presidente dell’Ucraina alle 20.30 di una sera a reti unificate. Ma non confondiamo la tragedia con l’audience. Per pietà». Per il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi «Zelensky farebbe bene a non partecipare a Sanremo per non essere utilizzato come una velina da Amadeus». Intanto una petizione online contro la «militarizzazione del Festival di Sanremo» lanciata da Byoblu, emittente vicina alla galassia Cinquestelle, raggiunge 40 mila firme.

Profilo basso invece sul fronte della maggioranza, a partire da Fratelli d’Italia, dopo le critiche sollevate giovedì da Salvini («Ascolterò le canzoni ma non Zelensky»). Il presidente della Liguria, Giovanni Toti parla di «giusta ribalta a un Paese in difficoltà» .

Nel Pd tante e diverse posizioni. Favorevoli Matteo Orfini, Alessandra Moretti, Dario Nardella. «Polemizzano solo i sovranisti», osserva Pierferdinando Casini. Per l’alleato Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa, «Zelensky difende i valori dell’Unione europea, la sua presenza è importante» . Stefano Bonaccini sceglie di dare un colpo al cerchio e uno alla botte: «Se serve per sensibilizzare milioni di persone rispetto al dramma che sta vivendo l’Ucraina la presenza di Zelensky può persino andare bene. Se invece deve diventare la spettacolarizzazione della guerra non è proprio il caso». Mentre Elly Schlein dice che «gli inviti a Sanremo li fa Sanremo, la politica pensi a lavorare per la pace» .

 

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