Provenzano, questa partecipazione apre opportunità, non rischi

Giovanna Vitale La Repubblica 28 febbraio 2023
Provenzano, “Non temo esodi ora mettiamoci tutti al lavoro per ricucire la nostra comunità”
La vera anomalia è stato lo scollamento dei gruppi dirigenti dalla volontà degli elettori. Dobbiamo lanciare una campagna di adesione

Peppe Provenzano, vicesegretario uscente del Pd, è stato uno dei primi a schierarsi a fianco di Elly Schlein, trascinando con sé gran parte dell’ala sinistra del partito all’inizio piuttosto scettica.

Adesso cominciano i problemi, onorevole, ne è consapevole?

«Io vedo soprattutto delle grandi opportunità. Ieri è accaduto un fatto nuovo, si è riunito un popolo democratico e progressista. Quel milione di elettori ci hanno ridato lo scettro dell’opposizione al governo più a destra di sempre e ci chiedono di costruire l’alternativa.
Elly è la novità che aspettavano da tempo, la priorità è non deluderli».

Intanto dovreste cercare di tenere unito il Pd. Teme l’esodo dei riformisti verso il Terzo Polo?

«Non facciamoci le caricature, è vero che la vittoria di una donna come Schlein nel Pd è una piccola rivoluzione. Ma chi non è riformista oggi? Elly è una donna di governo, con esperienza internazionale.
Siamo tutti per le riforme, il tema è a beneficio di chi le fai. Se per includere gli esclusi oppure no.
Questo è il compito dei progressisti. Il cosiddetto Terzo Polo negli ultimi tempi ha guardato a destra. Spero che dopo il risultato delle regionali capirà che è una strada sbagliata».

Però non era mai successo che il voto nei circoli fosse smentito dai gazebo. Non è una delegittimazione degli iscritti e in definitiva dello stesso partito?

«Abbiamo scelto di aprirci a un nuovo Pd proprio perché da soli non bastavamo. Ora dovremmo lanciare una campagna di adesione, perché la vera anomalia, per un partito radicato come il nostro, è stato il crollo degli iscritti e lo scollamento dei gruppi dirigenti dalla volontà degli elettori. Questa partecipazione non scontata ha salvato il Pd».

Il partito è spaccato a metà, si impone il tema di coinvolgere gli sconfitti, come farete?

«Al congresso chi partecipa può vincere o può perdere. Poi il giorno dopo dobbiamo lavorare tutti per l’unità e chi guida ha una responsabilità in più. Dividersi è sempre un errore, di fronte a questa destra estrema sarebbe un crimine. Insomma, l’unità è unvalore. Però stavolta non può essere realizzata, come in passato, annacquando il profilo del Pd.
L’unità deve guardare anche al mondo fuori. E il mondo fuori su diritti, salario minimo, lotta alla precarietà e ambiente ci chiede chiarezza».

E sull’invio alle armi all’Ucraina che farete?

«Quello che abbiamo fatto. Sostenere compattamente l’Ucraina senza rinunciare a chiedere all’Europa protagonismo nell’iniziativa diplomatica per una pace giusta».

Cambierete i gruppi parlamentari?

«Malpezzi e Serracchiani con sensibilità e correttezza hanno rimesso il mandato. La segretaria farà le sue valutazioni, in piena libertà e nel rispetto dei gruppi».

Sul fronte alleanze tornerete a privilegiare il dialogo con i 5S?

«Basta con l’ossessione delle alleanze. La priorità adesso è il Pd, il suo profilo, essere all’altezza delle aspettative di quel popolo che ieri si è messo in marcia, con tanti giovani e tante donne che hanno fatto la vera differenza, per Elly. Sulla base della chiarezza sui temi, bisognerà costruire alleanze. Sul salario minimo, ad esempio, si potrebbe fare già domani».

La radicalità di Schlein non rischia di far scivolare il Pd in una vocazione minoritaria?

«I temi che abbiamo posto in questa campagna non sono radicali, ma sono centrali nella vita delle persone. Nelle case si parla dei disservizi della sanità e dei trasporti, dei salari da fame, della siccità. Su questo le nostre proposte sono nette e finalmente credibili».

La destra festeggia, dice che Schlein è la migliore assicurazione sulla vita del governo Meloni. Non crede che da oggi costruire un campo allargato ai centristi sia più difficile e che senza di loro non è possibile costruire l’alternativa?

«La destra ha poco da festeggiare. Da domenica, con la straordinaria partecipazione alle primarie, e con la vittoria di Schlein, si dovranno invece preoccupare. Il governo avrà un problema in più. E l’Italia democratica una opportunità».

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