Anche per Mourinho arrivano gli esami

La Repubblica 2 marzo 2023
Finito il tempo delle giustificazioni . Mou ha 15 giorni per convincere
Ora ci sono Juve, Real Sociedad e derby Non si può fallire

A distanza di un giorno dalla sconfitta con la Cremonese, spiegazioni per la disfatta dello Zini non ce ne sono. Non ne hanno trovate i tifosi della Roma, ormai rassegnati all’inaffidabilità di una squadra che non conosce il significato della parola continuità. Non ne ha trovate Mourinho, maestro nello spostare l’attenzione sulla diatriba verbale con il quarto uomo, senza fornire motivazioni per una prestazione insufficiente contro l’ultima in classifica.
«La Cremonese ha giocato la partita della vita, la Roma no » . La constatazione amichevole di Mourinho ( che oggi pomeriggio verrà ascoltato in procura per il caso Serra) non basta più. Perché era preventivabile trovare un avversario agguerrito, ma sta diventando inaccettabile la passività della squadra nei momenti decisivi. Priva dell’ambizione di raggiungere il secondo posto e scarica emotivamente nel raddrizzare il risultato. La Cremonese non rappresentava il salto di qualità, l’impresa da ricordare negli annali. Sarebbe dovuto esserlo l’aggancio al treno delle « migliori escluso il Napoli » , dando continuità ad un mese di febbraio positivo, sull’onda lunga dell’Europa League. E invece anche questa volta la Roma ha mancato l’appuntamento. Un copione già visto troppe volte. Anche con Mourinho in panchina. Colui che avrebbe dovuto cambiare il chip giallorosso. Quello dei blackout ingiustificati, delle scene mute in giro per l’Europa. Ma le figuracce continuano ad esserci, anche in questa stagione. Cremona martedì fa il paio con la Coppa Italia di inizio febbraio. Che diventa un poker preoccupante se si considera Udine e Ludogorets ad inizio settembre. Bodo doveva essere l’eccezione. Ad un anno di distanza sembra diventare una regola semestrale da dover pagare.

A Udine il tecnico si trincerò dietro un no comment in stile boskoviano: « Preferisco perdere una partita 4- 0 che quattro 1- 0 » . Quattro giorni dopo in Europa League fu sfortuna: « In queste ultime due match è andato tutto contro di noi » . In Coppa Italia invece il turnover obbligato: « La nostra rosa fa fatica con le rotazioni e giocare tre partite in una settimana » . L’escalation di giustificazioni e non soluzioni – del portoghese inizia a preoccupare anche i tifosi piùoltranzisti. Che continuano a vedere in lui la soluzione, non il problema. Ma a Cremona il bonus figuracce si è esaurito. La Roma di Mourinho aveva tutte le carte in regola per vincere. Entusiasmo, ricambi, qualità. Ma ancora una volta ha fallito.

Nei prossimi 15 giorni si deciderà molto della stagione romanista, tra Juventus, Real Sociedad e derby. Lo spazio per dare una sterzata c’è ancora, i presupposti meno.
Crescita fa rima con continuità, il grande bug di una rosa piena di difetti. Mourinho lo sottolinea non appena ne ha la possibilità, chiedendo a gran voce programmazione futura alla proprietà. I Friedkin silenziosamente osservano tutto. Vittorie, mal di pancia, sirene di mercato e sonore sconfitte. Giugno è il traguardo. Con il campo giudice ultimo. Per tutti. Anche per lo Special One.

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