Scuola e antifascismo, il miracolo di Firenze

Tomaso Montanari il Fatto Quotidiano 5 marzo 2023
 
Antifascismo e scuola: come era bella la mia città
 
Era da tanto tempo che la mia Firenze non era così bella: bella come l’antifascismo. In Piazza Santa Croce, la persone e le bandiere erano così tante e così  festose che anche Dante (nonostante qualcuno la pensi diversamente) sembrava antifascista. 

 

Grazie alla saggia regia di Francesco Sinopoli (segretario della Cgil scuola e università) e di Maurizio Landini, è stata la  scuola a parlare: studenti, insegnanti e genitori hanno potuto  dire come deve essere la scuola che  sappia davvero costruire l’anti fascismo.

Non la scuola che serve  a trasformare i ragazzi in capitale umano, in  merce nel mercato del lavoro, in  pezzi di ricambio per il mondo  così com’è. Non la scuola che, come  diceva don Milani, fa parti eguali fra diseguali: e  lo chiama “merito”.

Non la scuola che manda via i malati, e cura i sani: e la chiama “s e l e z i o n e”. E invece la scuola che  forma persone, cittadini, pensiero critico. Nonostante che i soliti  “giornaloni” abbiano fatto titoli,  interviste e riprese ossessivamente dedicati ai leader di partito,  questi ultimi (e in primo luogo Elly Schlein e Giuseppe Conte) sono  venuti ad ascoltare, senza voler prendere a loro volta la parola.

E  così l’immagine è stata quella, così rara e preziosa, di una politica  disposta a servire il Paese, non  pronta a usarlo. Il messaggio della manifestazione è stato molto  chiaro: il pestaggio fascista dei  ragazzi del Michelangiolo e le intimidazioni del ministro Valditara non sarebbero stati nemmeno pensabili se la sinistra fosse  stata capace di fare il suo mestiere, che è quello di attuare la Costituzione, costruendo giustizia sociale ed eguaglianza.

Ora, il consenso ai fascisti (quelli di strada e  quelli del palazzo del potere) può  crollare solo se quel progetto politico ritorna attuale. E a Firenze,  ieri, sembrava perfino possibile.

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