Sfida a tre per il primato mondiale, ma non è ancora Terza Guerra Mondiale

Lucio Caracciolo La Stampa 06 Agosto 2022
Lucio Caracciolo: “Siamo in piena Guerra Grande. Sfida a tre per il primato mondiale”

 

Stati Uniti, Russia e Cina ripropongono a Taiwan e in Ucraina la tradizionale contrapposizione Est-Ovest. Ma l’esplosione demografica dell’ex Terzo Mondo rischia di aprire nuovi fronti lungo la faglia Nord-Sud

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La turbina tedesca ai russi, gli ucraini chiedono la recessione globale

Federico Fubini Corriere della Sera 12 luglio 2022
Gas russo, «Berlino ha ceduto troppo presto: Putin alzerà la posta»
Parla Yuriy Vitrenko, amministratore delegato della società ucraina del gas Naftogaz: «Non mi aspettavo che i tedeschi cedessero così facilmente»
Sembra che la Germania fornirà una turbina alla Russia per il gasdotto Nord Stream 1, nella speranza che il flusso del gas riprenda. Per alcuni è una violazione delle sanzioni. Se lo aspettava?

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La beffa per noi, soldati italiani ai mondiali di calcio

Andrea Fabozzi il Manifesto 10 luglio 2022
Mondiali, notti magiche anche in Qatar. Di ronda
E invece sì, l’Italia andrà ai mondiali di calcio in Qatar. A Doha, il prossimo inverno, ci saranno anche il tricolore e l’inno di Mameli mentre milioni di turisti avranno l’unico problema di non poter bere birra allo stadio facendo il tifo per la loro nazionale.

 

Non per la nostra, è chiaro, visto che gli azzurri sono stati sbattuti fuori dalla fase finale da un centrocampista macedone che giochicchia nel campionato saudita. In Qatar ci andranno però 560 soldati italiani e si porteranno dietro 46 automezzi, due aerei e una nave. Giocheranno, secondo tradizione, in difesa.

La notizia della spedizione è arrivata alle commissioni parlamentari. L’Italia ha già un piccolo contingente nell’emirato «a supporto delle missioni internazionali», adesso lo moltiplica per quattro e ci aggiunge i mezzi. Il Qatar ha bisogno proprio di noi per garantire la sicurezza di calciatori e ospiti contro possibili attacchi terroristici e per la «consapevolezza situazionale» (tenere gli occhi aperti).

Ha chiesto aiuto anche alla Francia, agli Usa e al Regno unito che però, oltre ai difensori armati manderanno quelli disarmati eanche attaccanti e portieri. Perché si sono qualificati.

Invece l’Italia, dovendo tenere a casa le divise azzurre, al costo di 11 milioni di euro – conto già presentato al parlamento – nel golfo Persico manderà le divise grigioverdi.

Forse per questo il parlamento ha da poco ratificato una modifica agli accordi militari tra i due paesi in base alla quale i soldati in missione saranno sottoposti alla giustizia del posto (occhio dunque alle relazioni sessuali, specie omosessuali). Forse per questo l’export militare verso il Qatar va alla grande, Fincantieri vende una nave da guerra dopo l’altra e Leonardo elicotteri e sistemi radar.

Non vinceremo i mondiali, come aveva annunciato Mancini, anzi nemmeno li giocheremo. Ma negli affari più che nello sport l’importante è partecipare.

Ed ora la tentazione è rimuovere la guerra, ma attenti a non caderci dentro

LUCIO CARACCIOLO La Stampa 09 Luglio 2022
Mosca e Washington, l’Ucraina che verrà

Molti fra noi occidentali sono stanchi di Ucraina, ma l’Ucraina non è stanca di noi. Da Kiev si lamenta il disincanto serpeggiante nelle nostre opinioni pubbliche, preannuncio di disimpegno dei decisori, ipersensibili agli umori degli elettori. Il racconto mediatico della guerra quale sequenza di orrori fuori d’ogni contesto e profondità storica, accompagnato da una comunicazione pubblica che per calmare le paure ha spesso finito per omettere dati di realtà, contribuisce all’effetto di straniamento prima, estraneazione poi.

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Crisi delle democrazie, l’aspirina di Cazzullo che rimpiange Johnson

Aldo Cazzullo Corriere della Sera 09 luglio 2022
Fronte occidentale: il tempo dei leader fragili
Lo conferma la caduta di Johnson. Il sovranismo e il nazionalismo sono una reazione comprensibile ma controproducente al mondo globale; e non mettono nessuno al riparo dal drammatico fenomeno del 2022, l’impennata dei prezzi

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Johnson, Il populista globale, amato a Kiev ma non a Londra

Tommaso Di Francesco il Manifesto 8 luglio 2022
Il lavoro più bello del mondo

 

Troppi scandali, troppe bugie, più la sconfitta dei conservatori nelle ultime importanti suppletive, tassazione iniqua, difficoltà di tenuta della compagine del Regno Unito dopo la Brexit, se la Scozia torna a riproporre un referendum per l’indipendenza e soprattutto se è tutt’altro che risolto il nodo spinoso ed esplosivo del «confine» nord-irlandese

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E’ un salto d’epoca, non una “emergenza”. Il bivio pieno di domande, chi da le risposte?

Massimo Cacciari La Stampa 08 Luglio 2022
Guerra e pandemia, il cambio epocale

 

Un salto d’epoca non può essere trattato come una emergenza e neppure come una ininterrotta serie di emergenze di diverso tipo. Terremoti, pestilenze, crisi economiche possono essere superate anche tornando sostanzialmente alla situazione quo ante.

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Ben Wallace, il “nerd” perfetto per succedere a un “jock” come Johnson

Antonello Guerrera La Repubblica 08 luglio 2022
E ora la base Tory vuole Wallace, il premier riluttante
Il ministro della Difesa britannico, ex soldato e duro anti-putiniano, è in pole per la successione
A Westminster c’è un detto: a Downing Street si alternano sempre un jock e un nerd. Ossia – metafora scolastica – un primo ministro muscolare, ultra-ambizioso, spavaldo, puntualmente seguito da uno più cauto, studioso, ortodosso.

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Boris, un bugiardo conclamato, da vincente a perdente in due soli anni

Bill Emmott La Stampa 08 Luglio 2022

 

Boris Johnson ha comprato tempo con le menzogne, la caduta doveva arrivare prima

 

Gli mancano competenze e serietà per governare, i conservatori sapevano che con lui avrebbero perso. La caduta di Boris Johnson sembra che fosse in arrivo da tempo. Eppure, per gli standard politici britannici, è stata sorprendentemente veloce.

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Draghi e 5 ministri, alla corte del dittatore

Alberto Negri il Manifesto 6 luglio 2022
L’inchino di Draghi al Sultano
Show turco-italiano ad Ankara, fra inni e costumi imperiali Erdogan prende tutto, noi gran poco
Tutto si risolve con un inchino al Sultano. «Con i dittatori bisogna essere franchi ma cooperare», disse l’anno scorso Draghi riferendosi a Erdogan e aprendo un caso diplomatico.

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