Pagnoncelli e Noto confermano, il centro di Calenda vale 3,6%, Bonino compresa

Tommaso Rodano  il Fatto Quotidiano 31 luglio 2022
Il mistero Calenda: tutti parlano di lui ma vale solo lo 3,6%

 

In questa breve, ma già bizzarra campagna elettorale, Carlo Calenda è il centro del sistema politico: tutto sembra orbitare attorno a lui. È il più citato sui giornali della borghesia progressista e nei palinsesti televisivi, spopola su twitter, spolpa Forza Italia e si lascia corteggiare dal Pd come una diva impossibile.

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Giornalisti a la carte, l’informazione è in campagna elettorale

 

Marco Travaglio il Fatto Quotidiano 31 luglio 2022
La regola dei 2 errori

 

L’ informazione all’italiana è talmente prevedibile da risultare commovente. Funziona così: si decide in partenza chi sono i buoni e i cattivi (o meglio lo si fa decidere ai padroni), a prescindere da ciò che fanno e dicono; poi si leccano i primi e si lapidano i secondi, qualunque cosa facciano; i buoni possono diventare cattivi e viceversa, secondo la convenienza del momento.

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Castellina a Fratoianni, ci si allea a sinistra

Giampiero Calapà  il Fatto Quotidiano 30 luglio 2022

 

 Castellina: “Noi con gli ex Fi Brunetta Gelmini? Mi vien da piangere”

 

Noi con Calenda, Brunetta, e Gelmini? Piango”. Luciana Castellina  instancabile voce critica dei progressisti, un’esistenza passata tra mille lotte con il manifesto, il Pci, Rifondazione e Sel, oggi nella Direzione di Sinistra italiana – non si arrende a una situazione che vede la sua parte politica polverizzata e condannata alla sconfitta contro le destre di Meloni, Salvini e Berlusconi.

“La partita non è chiusa, lavoriamo fino all’ultimo minuto per l’alleanza più larga possibile. A sinistra”.

Antonio Padellaro sul Fatto ha definito Letta il Facta della Meloni. Condivide?

Parole un po’ forti, ma sì, Letta si sta prendendo una bella responsabilità in questa direzione.

Eppure il quadro si sta componendo. Sinistra italiana (con i Verdi) sta andando verso un accordo con la coalizione del Pd, con il micropartito di Calenda, forse Renzi, e i transfughi di Forza Italia…

La interrompo: il 60% degli italiani non va a votare. Queste vicende appaiono lontane rispetto a ragioni e aspettative del popolo. Siamo immersi in un dibattito del tutto estraneo ai giovani. Sono reduce dagli incontri di Torino di Fridays For Future: quei ragazzi fanno politica. Ma non sono in-teressati a questo dibattito politico. Trovo questo di tale gravità che tutto il resto è secondario. E un cancro europeo: celebriamo Mélenchon, ma in Francia l’astensione è arrivata al 52%. E veniamo alle dolenti note: le alleanze. Il Rosatellum impedisce di esprimere davvero liberamente la propria opinione, come sarebbe garantito da una legge elettorale proporzionale.

Che fare?

Siamo in un vicolo molto stretto. Noi, tutta Sinistra italiana, era ed è per il campo più largo possibile perché contro l’ipotesi di un governo fascista bisogna unirsi tutti insieme. Attenzione, con un progetto antifascista non solo sulla carta: oggi il 25 aprile è affrontare la questione sociale. E non puoi farlo se restringi il campo delle alleanze a Calenda, Brunetta e Gelmini. Non prendiamoci in giro.

Cosa propone?

L’ideale è collocare Si e Verdi in coalizione con Pd, M5S e l’Unione popolare di De Magistris, Prc e Potere al popolo. Altrimenti è un pasticcio: davvero Letta pensa di portare quei giovani di Fridnys For Future a votare Calenda che parla di nucleare? A votare Gelmini che da ministro ha operato i tagli lineari all’istruzione pubblica?

 In assenza del Pd, crede che Sinistra italiana e Verdi dovrebbero stringere comunque l’alleanza con il Movimento 5 stelle di Conte e l’Unione popolare di Luigi De Magistris?

Sì, spero che si possa fare, allargando il discorso anche a società civile, liste civiche e movimenti. Vorrei, però, che si facesse di tutto per convincere ancora anche il Partito democratico, perché per ragioni storiche un pezzo di quell’elettorato inevitabilmente rappresenta la mia storia. E non possiamo dimenticarcelo.

Eppure i giochi sembrano fatti. O no?

Per quanto riguarda Sinistra italiana affatto. Vanno ancora fissate Direzione e Assemblea nazionale. Caro segretario Fratoianni, direi, so che stai facendo di tutto per allargare l’alleanza a sinistra, non ci possiamo arrendere. Bisogna dare risposte alla domanda di un pezzo di società che non arriva a fine mese e alle aspettative dei giovani. No, la partita alleanze non è chiusa.

E se, invece, così non fosse?

Mi metto a piangere. Non sono la segretaria. Sarò rispettosa. Ma piango.

Grillo decide sul terzo mandato. Ma il movimento resta in autoanalisi

Lorenzo Giarelli  il Fatto Quotidiano 30 luglio 2022
Terzo mandato, zero deroghe: via Fico Taverna e gli altri big

 

Passa la linea Grillo. Nessuna deroga. Chi ha completato due mandati coi 5 Stelle in Parlamento, in Europa o nelle Regioni non potrà più candidarsi col Movimento. Almeno in Parlamento, perché altrove si vedrà (forse).

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Il Pd non deve rincorrere le formule e il centro, c’è bisogno di una agenda sociale

Tommaso Rodano il Fatto Quotidiano 24 luglio 2022
Chiara Saraceno: Nessuno ha la credibilità per replicare Melenchon

 

Per Chiara Saraceno parlare di alleanze, a sinistra, in questo momento e un esercizio ozioso: “Più che appassionarsi alle formule politiche, che è il solito ragionamento trito, penso sia il caso di capire cosa vogliano fare i partiti, qual è il loro programma minimo, quali sono i punti fermi su cui possano mettersi d’accordo.

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Il sogno europeo non esiste, per gli americani c’è solo la Nato

Fabio Mini il Fatto Quotidiano 2 luglio 2022
L’Europa che piace alla Nato non è l’Ue
che sta a Bruxelles
Il vertice Nato di Madrid, “grazie” alla Russia, ha ricompattato la Nato che si appresta a diventare l’unica sua controparte della guerra europea. Ricompattare significa che prima non lo era affatto.

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